Lug 12 2008
GIORNO 0, LA PARTENZA
TODO SE CUMPLE
Questa storia comincia da qui.
Da queste panchine d’acciaio grigio del satellite C, alle partenze internazionali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino…
Ci siamo.
E’ ancora Italia, Europa… per poco.
Per quanto abbia fatto i biglietti da molto, non ho mai immaginato questi momenti di vuoto, questi frattempi, spazi da viaggiatore in attesa…
Domani sarò in Sud America, Brasile di mattina, Perù al pomeriggio. Sembra buffo ma è tutto vero.
Molta gente in questi giorni mi ha chiesto “come stai”, “come ti senti”… Sinceramente ora che è l’ora, non lo so. E’ un misto di dubbio ed adrenalina, di paura ed entusiasmo, d’incertezza ed energia… Di curiosità e prova.
Sì, prova… Quella che impongo a me stesso. Di affrontare e di superare, con fiducia, non con forza… Non ci sono eroi qui, solo persone normali, che vogliono spingersi oltre, guardare oltre la tenda azzurra della propria vita… PROVARE a partecipare quella degli altri, di altri molto diversi e forse tanto uguali a noi…
Molta gente in questi giorni mi ha chiesto se fossi “pronto”…
Pronto, ma che vuol dire “pronto”…
No, non lo sono e allora? Non c’è soluzione se non quella di partire. PRONTO lo sarò là, credo.
Penso sempre al limite personale che mi sto costringendo a superare… per crescere un altro po’, per vedere cose lontane e nuove, con cui ho bisogno di confrontarmi.
Vado verso un Grande Nulla, che dovrà essere per forza Qualcosa al mio ritorno.
E’ la mia prima volta.
Come il primo tuffo dallo scoglio, “quello alto”, quando si è ragazzi… quanti vai e vieni, prima di buttarsi, quanti ripensamenti ed incitamenti… E poi, una volta staccati i talloni verso quel blu liquido… la libertà… E l’idea di aver fatto qualcosa che saremmo pronti a rifare senza troppo rimuginare…
E’ così, il giorno zero di questa storia.
Si veste della mia maglietta gialla su cui campeggia la scritta “AIUTARE I BAMBINI ogni giorno, davvero”.
Mi specchio in una vetrina e rileggo questa frase fino a spiegarmi che, forse, se sono qui, se sono arrivato fin qui… allora… sono pronto. Davvero.
Buena onda y mucha suerte, Santiago.
Aquì y ahòra, todo se cumple…
De verdad.
Oscar












[…] “Per me il volontariato è come un boomerang emozionale, una forma di investimento su se stessi” dice un mio carissimo amico… Sono migliaia, anzi centinaia di migliaia: i volontari; persone normali come noi che dedicano parte del loro tempo libero (e quasi sempre non solo quello) agli altri, ad aiutare quelli che da soli non ce la fanno, per malattia, per problemi economici o per solitudine, la stessa che spesso uccide lentamente chi è solo e privo di affetti. Aiutano a costruire case, ospedali, pozzi d’acqua, scuole e con la loro positività riescono a far splendere un sorriso a chi non ha più forza o voglia di farlo o a riscaldare un cuore raggelato dal dolore causato dall’egoismo degli altri uomini. E proprio adesso, mentre la maggior parte di noi (o chi se lo può permettere) progetta ferie e vacanze nelle località turistiche, c’è chi decide di vivere le proprie ferie in un modo completamente diverso donando giorni della propria vita ad altre persone, spesso sconosciuti che non hanno mai visto. Il mio amico Oscar Lo Iacono è uno di questi; grazie alla Fondazione “Aiutare i bambini” è appena partito per il Perù dove trascorrerà 45 giorni a contatto con i bambini sieropositivi di Lima (una delle città più inquinate del mondo). Il vissuto di questi giorni verrà riportato in queste pagine creando un vero e proprio diario di questa esperienza peruviana. Ecco il Diario di Oscar. […]