Giorno 15, Huancayo

HUANCAYO

Huancayo 27 luglio 2008

Sembro la carrozzeria di una macchina incidentata, al mio risveglio.

Forse il gelo mi ha salvato, penso.

Mi batto due colpi sulla pancia e sento l’eco. La notte e’ passata.

I ragazzi si svegliano con difficolta’, sono da poco passate le 6.

Nonostante la naturale stanchezza per il viaggio del giorno prima, decidiamo di comune accordo per una “levata importante”, in quanto, nella chiesa vicina alla Casa de Acogida, l’unica messa domenicale comincia alle 7 in punto.

E siamo li’, cigolanti, ad assistere alla nostra prima celebrazione in un paese della Sierra… le porte della piccola chiesetta sono aperte, per accogliere i fedeli attardatisi nel sonno, mentre i raggi del sole, gia’ tiepidi, entrano bassi fin sotto l’altare… l’immagine mi aiuta.

Opto per un desayuno prudente: agua de manzanilla, una specie di camomilla… che in realta’ e’ piu’ acqua verdina che altro. E nessun alimento solido (sono in DEF1). Cosi’, messa in cascina la messa (!), facciamo la nostra prima colazione nella saletta dove solitamente mangiano i bambini, ora a Lima; peluche, sedie colorate e tavolini dalle forme tondeggianti e dalle dimensioni tali da farmi sentire Gulliver.

La coesione che presto si instaura con Santiago e Gloria, conforta tutti e tre… la sera prima, infatti, nonostante fossi impegnato a sopravvivere, abbiamo stilato un programma settimanale di massima che comprendesse una serie di attivita’ da svolgere con los chicos: lo seguiamo alla lettera; per oggi e’ previsto un giro in citta’, perche’ si possa cosi’ prender confidenza con il posto che ci ospita.

Con due micro e 8 soles siamo tutti in centro: la ciudad di Huancayo si sviluppa tutta quanta attorno alla Plaza del la Costitucion, snodo principale delle vie che, a scacchiera, la circondano; facciamo qualche foto e visitiamo dei mercatini artigianali ed una fiera domenicale.

Oggi, 27 luglio, iniziano in tutto il Peru’ le Fiestas Patrias, tre giorni di festeggiamenti per la conquista dell’indipendenza peruviana dalla dominazione spagnola, raggiunta precisamente il 28 luglio del 1824; a Huancayo, come in moltissime altre localita’ nazionali, l’evento e’ molto sentito: la cittadina e’ tutta un’esposizione di bandiere biancorosse, bande musicali che intonano l’inno (il “Somos libres”), parate militari e scolastiche… in ogni locale pubblico suona la musica criolla, la tipica melodia indigena andina dalle influenze afro-spagnole, e il mitico El Condor Pasa, brano huayno riadattato negli anni ’70 con miglior fortuna da Simon & Garfunkel.

La mattina passa cosi’, con un sole amico e la voglia di capire dove ci si trova. I nostri “alunni” fanno qualche acquisto, Santiago compra un gilet di lana… io mi alleno nel controllare i movimenti dei ragazzi, gia’ troppo svelti.

Chiudiamo il nostro primo giretto con una visita al caratteristico Parque de la Identidad Huanca (che in antica lingua quechua significa “canto”), nel sobborgo di San Antonio, un bizzarro parco disseminato di statue in pietra e di edifici in miniatura che illustrano gli aspetti culturali di questa zona.

Al nostro rientro, nel comedor della Casa, ci saranno ad attenderci una trentina di uomini, in abito elegante, che salutiamo rispettosamente: sono “benefattori”, come li chiama Marlene, ovvero sostenitori finanziari della piccola Casa, colleghi di un corso di perfezionamento di studi frequentato presso un Collegio salesiano. Qualche discorso, un’orazione e la consegna di alcune spillette-ricordo che i “nostri” applicano ai distinti signori.

Tra loro un peruviano che ha vissuto, mi racconta, 11 anni in Italia… fa il fotoreporter, ha una vita interessante, parla bene la mia lingua ed e’ contento che io sia qui. Anche io sono contento che lui sia qui. Perche’ e’ QUI che c’e’ bisogno…

Sono questi incontri a dipingere le giornate. Piccole virgole di umanita’ che fanno bene.

Il pomeriggio del nostro primo giorno a Huancayo e’ all’insegna del riposo e del recupero… Condividiamo con i nostri adolescenti il programma della settimana (che prevede due importanti escursioni per le giornate di martedi’ e giovedi’) e, tra noi “responsabili”, ipotizziamo un budget settimanale in relazione a quanto deciso. Si cena (pessimamente) e si ritenta di familiarizzare con l’habitat huancaino. Sembra tutto a posto. E forse, oggi, lo e’.

L’Hogar mi sembra lontanissimo. Forse anche questo e’ uno degli effetti del soroche… La mia Lima era solo ieri e gia’ sembra essersi cacciata nel cassetto dei ricordi… Ora il “lavoro” e’ un altro… non ci sono casse da movimentare e camion da scaricare, in questa settimana si prova a trovare l’equilibrio tra divertimento ed educazione, cultura e psicologia, emozione e natura…

Non so come sara’ questa mia Huancayo, ma mi sento meglio oggi.

Non solo il fisico, anche l’anima sta meglio.

Sara’ che non e’ mai un luogo a fare la differenza, come ho sempre pensato.

Sara’ il fatto che adesso condividero’ davvero l’esperienza di contatto che avevo immaginato.

Sara’ che tocca metter in pratica quanto inconsciamente appreso durante la palestra dell’Hogar.

Sara’ il freddo di questo cielo, finalmente stellato.

Buonanotte Huancayo.

Oscar

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes
Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *