Giorno 19, TARMA

TARMA

Huancayo 31 luglio 2008

Svegliare i ragazzi oggi e´ stata davvero un´impresa…

Molti cominciano ad accusare la stanchezza dei giorni precedenti unita alla rarefazione dell´aria prodotta dai 3400 metri di Huancayo.

Anche per me notte & sveglia sono state robe difficili, ma la cosa ha ormai assunto connotati di monotona normalita´…

Per il nostro giovedi´ huancaino, il programma concordato ad inizio settimana ci porta sulla via per Tarma, cittadina dalla rilevanza storica e vero e proprio crocevia di collegamento tra Lima e la giungla amazzonica. La nostra “miracolosa” partenza (i 14 ormai sembrano obbedirci come automi…) si concretizza alle ore 7, con una precisione scarsamente sudamericana…

Il “combi” e´ lo stesso di martedi´, ugualmente sui generis…

La strada per Tarma, che da Huancayo retrocede verso Lima, impone una salita d´altitudine con la quale scelgo di relazionarmi applicando un´infallibile tecnica messicana (un po´ l´unica alternativa che mi resta…): ovvero dormo durante tutto il viaggio… Infatti penso sia molto meno probabile sentirsi male dormendo… e forse c´indovino.

La nostra prima parada ha luogo in un anfratto di rovi tra le brune montagne scoscese, noto alle cartine geografiche con il nome di Acobamba, un villaggio situato a circa 9 km da Tarma, famoso solo per il santuario di El Señor de Muruhay, che sorge su una collinetta ad un paio di chilometri dal centro abitato. Lo visitiamo rifugiandoci al suo interno da un sole che scalda obliquo.

Il santuario, di moderna e fredda costruzione, e´ realizzato intorno ad un´immagine del Cristo Crocifisso incisa sulla roccia, verso la quale la devozione dei locali (e non solo) e´ davvero fervente. C´e´ anche una leggenda (mi racconta l´hermano Alfredo) che aleggia su questa intensa figura e che vuole che l´immagine sia apparsa in modo miracoloso.

Ci facciamo la classica foto di gruppo, alle quali Santiago tiene molto, e lasciamo questo posto che non ha null´altro da dirci.

A furor di popolo (ed anche perche´ da qualche parte dobbiamo pur stazionare per il pranzo) entriamo in un parco ricreativo con tanto di piscina, campetto di calcetto in erba, un dedalo di vasche per trote d´ogni dimensione e attrezzi e strutture per giochi all´aperto: il paradiso dei ragazzi, veramente.

Io sono un po´ giu´ di corda, sento tremendamente l´altura… ormai anche fare una rampa di scale mi scombussola…

I ragazzi invece se la godono; perfino Santiago si concede alla piscina (meglio identificabile alla voce: grande bacinella di cemento…), acqua fredda e sole a tratti timido… ma la voglia di “vacanza”, anche mentale, supera queste inezie.

Mangiamo (male) e, come tradizione ormai vuole, perdiamo il terzo confronto di fila a calcetto con team confermati (anche stavolta Gloria e Alex tra i marcatori, ed anche stavolta invano).

Ce ne andiamo soddisfatti, come se la giornata potesse anche concludersi qui. Ma manca un paseo per le vie della tranquilla Tarma e l´immancabile istantanea nella sua gradevole piazza principale.

Data la confermata applicazione, rivelatasi brillante all´andata, della tecnica di contrasto al soroche, non ricordo nulla del viaggio di ritorno a Huancayo, se non un dondolio a tratti addirittura conciliante.

Una volta alla Casa de Acogida, dopo aver visitato con Santiago e Lupe un infermo di li´ (Miguel Villar, ex albergado dell´Hogar), mi guardo allo specchio desiderando di vederci riflesso Hulk Hogan… Parzialmente deluso decido ugualmente di affrontare da uomo il “problema”, portando ad un totale complessivo di 6 il numero delle compresse di Dissenten ingerite dal mio arrivo in questo adorabile posto…

Sperando che l´attacco frontale funzioni, vado a letto.

Tra due giorni lascero´Huancayo e queste avventurose dinamiche di sopravvivenza… e forse un po´ potrebbero mancarmi. O forse no.

Buonanotte Dissenten.

Oscar

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