Giorno 1, arrivo in Brasile: Incontri e attese

INCONTRI E ATTESE

Aeroporto Internazionale di San Paolo, 13 luglio 2008

E’ una lunga notte, questa.
La stretta al cuore della sera italiana di ieri s’e’ allentata fino a dileguarsi del tutto…
Ora rido, rido come un deficiente nel cuore del buio brasiliano…
Rido ancora di piu’ pensando che emissari dell’Inter hanno fatto piu’ strada di me per assicurarsi le prestazioni di quell’incapace di Burdisso…
Il viaggio e’ stato… “istruttivo”… 291 passeggeri che stipavano all’inverosimile l’aeromobile… Una cinquantina di loro, probabilmente adolescenti di ritorno da un viaggio in Europa, ha inscenato una torcida forsennata per tutta la durata del volo, come se a pilotarlo ci fosse Pele’ in persona !

Ho consumato da bravo la cenetta sintetica, dormito poco o nulla (causa carnevale di Rio a bordo…) e incamerato la colazione di plastica… Sembrerebbe essersi consumata una “tragedia”, ma questo volo intercontinentale riesce comunque ad essere ancora meglio del treno di Ciccio Pecora Siracusa – Milano…
Ora sono contento… Monta una spontanea euforia…
Sposto le lancette del mio “swatch da combattimento” e aspetto il prossimo volo per la mia destinazione (che curiosamente in spagnolo si dice destino…).
Tredici sono i gradi che mi hanno accolto qui, a ricordarmi quanto lontani siano i 45 di mercoledi’ a Siracusa e quanto la popolazione carioca debba ancora attendere per un’estate che possa chiamarsi tale… In compenso il micropile del Camino, richiamato alle armi, si rende utile anche quaggiu’. Bene – penso – l’equipaggiamento per ora “risponde”.
Attendo la coincidenza per Lima in co mpagnia di Henrry, un limeño (abitante di Lima, ndr) che lavora e vive a Torino e torna in patria a trovare la sua famiglia. Mi ha fatto i complimenti per il mio spagnolo (che per la verita’ fatica poco ad essere migliore del suo italiano…) e la cosa mi ha dato ulteriore fiducia…
Mi ha raccontato che e’ laureato in pedagogia e fa l’operaio, il tornitore, per l’esattezza… Ora va a ricongiungersi con moglie e figli per il periodo di pausa estiva italiana…
Un’altra storia nella storia…
Come quella di Padre Mimmo, conosciuto giovedi’ sera, in occasione del commiato dalla mia famiglia, e che, chiacchierando del piu’ e del meno, mi ha inconsapevolmente fatto risparmiare 70 euro !!! Come ? Beh, al peso, durante il check-in d’imbarco del primo volo (Catania – Roma, ndr), il mio bagaglio ha fatto registrare 23,9 kg… ben 8 kg oltre il peso consentito da quegli ottusi della WindJet… Ho detto loro tempestivamente “i volonta ri ed i missionari hanno diritto, per legge, al doppio del peso trasportabile”, ripetendo a pappagallo la dritta di padre Mimmo. HECHO ! Fatto… I funzionari della compagnia, credendo d’aver difronte un principe del foro o la reincarnazione di Gandhi, hanno ceduto dinnanzi alla sicurezza ostentatagli da un tizio alto e barbuto (che sarei io…). E cosi’, il primo segnale di questo viaggio ha griffato l’inizio della mia storia…
Ora questo incontro con il simpaticissimo Henrry, che siede paziente alla mia destra, in attesa del volo della LAN Peru’, schedulato per le 8.25 pauliste.
E si aspetta, allora…
D’altronde sono un italiano, in un aeroporto del Brasile, alle 5.48 ora locale, con la guida del Peru’…
Attendo dunque di buon grado.
“Solo” altri 3500 km e 5 ore di volo mi separano da Lima… e dall’Hogar San Camilo… e dai bimbi… la mia “casa” ed i miei “fratellini”, per il prossimo mese…

Hasta pronto, corazones…

Oscar

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