Oroscopo 2010: quale scegliere? Lucia Arena naturalmente

“Come non farsi sfuggire il meglio e poter combattere l’imprevisto”: questa è la frase che mi ha convinto a scegliere il libro di Lucia Arena, Oroscopo 2010.
Ogni segno dello Zodiaco minuziosamente studiato mese per mese in un libro ricco di notizie e consigli per poter affrontare nel migliore dei modi il nuovo anno. Le affinità zodiacali così dettagliate saranno la mia bussola e considerando che il mio segno, il Leone, è uno dei più fortunato dell’anno, cercherò attenzionare i vari segnali che arriveranno. Ho letto che le opportunità saranno molteplici e importanti cambiamenti avverranno, bisogna cogliere tutto al volo perchè a volte il “treno” ci passa davanti e non ci facciamo caso.
Anzi dirò di più, ogni mese è consigliato nel suo libro un modo piuttosto che un’altro nell’affrontare un evento a seconda che sia favorevole oppure no!

E alla fine di ogni segno proprio per evidenziare che il destino è sempre nelle nostre mani, Lucia Arena aggiunge la frase “Non dimenticate che l’Oroscopo vi da una traccia di come potrebbero andare gli eventi: le scelte spettano a voi“, ma se non ci fosse stata lei ad averci segnalato nei dettagli gli eventi, segno per segno, come avremmo potuto scegliere? Si riproponeva la fatidica frase: “Il treno passa una sola volta nella vita…o lo prendi o ti lascia alla stazione!”

Il libro si può acquistare on line su Ibs.it – Internet Bookshop
mentre questo è il sito di Lucia Arena dove è possibile leggere ogni settimana il proprio www.luciaarena.it

Google dona 30 milioni di dollari

Google mi ha appena inviato gli auguri di Natale e nella mail tra le frasi di rito, una “Quest’anno abbiamo voluto concentrarci sulla condivisone in puro stile Natalizio” , contiene un link ad una pagina con la nostra splendida Terra vista dallo spazio con accanto queste parole:

Questo regalo è per qualcuno di molto speciale : tutti.
Molte istituzioni di carità stanno attraversando uno dei peggiori momenti dell’ultimo decennio ed abbiamo deciso di devolvere 20 Milioni di Dollari per aiutare coloro che hanno preso un impegno per aiutare il prossimo. Il nostro regalo per voi è un regalo per loro.
Buone Feste.

Google Natale

E di seguito l’elenco delle associazioni che riceveranno gli aiuti..

Catania: per Halloween la Cena di Emergency

Raccolgo e pubblico con grande piacere questa bella iniziativa degli amici di Emergency: una cena di beneficenza per Halloween.

1° SOLIDALLOWEEN” con Emergency
31 ottobre ore 20.00 cena a tema i cui fondi saranno devoluti al poliambulatorio di Palermo.
Ospitata dallo spazio Utilis Design e MUSAE Progetto e Cultura in Piazza Palestro 12 Catania.
Costo € 13.00 – Prenotazione obbligatoria entro venerdì 30 Ottobre – 340/1431874
Nell’atmosfera creata dalle associazioni che ci ospitano…con esposizione di quadri, sculture e altri oggetti artistici pensati per l’interior design, abbiamo pensato di proporvi, dopo un aperitivo e un antipasto con zucca e verdure gratinate, un menù di Halloween con:

  • risotto con zucca, ricotta e pistacchio,
  • stufato di ceci e zucca e alternativa di verdure,
  • Rollet di panna, zucca e zenzero
  • Fichi d’india
  • Vino, Acqua, Chicha Morada (a base di mais nero)

MUSICA E DIVERTIMENTO!!!!!

Ancora una volta……Estendete l’invito e prenotateee!!!!

Solid Halloween Emergency

L’Altro di Kahlil Gibran

Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.

“Gesù figlio dell’uomo” 1928, Kahlil Gibran
Kahlil Gibran

La cura contro la depressione: Noi!

La vita inevitabilmente ci mette sempre alla prova: gli ostacoli, le difficoltà e i problemi che affrontiamo quotidianamente hanno sempre un motivo per esistere e quasi mai sei in grado di comprenderne subito i motivi. Questo, stanne certo lascia una traccia che influenzerà in un modo o nell’altro la nostra vita spesso con grande dolore, con sofferenze che sembrano insanabili ma che invece prima o poi andranno via e che sempre più guarderemo con distacco. Qualcuno privatamente mi ha scritto che visita spesso le mie pagine dedicate alla musica rilassante,  che in esse ha trovato un piccolo rifugio per allontanarsi qualche minuto dai problemi personali e mi chiede come vivo con tanta serenità la mia vita (perchè questa è l’impressione che riceve!)

Non ho la competenza e l’esperienza di un professionista che può esserti molto più utile di queste mie due righe ma posso assicurarti che anch’io ho i miei momentacci e come tutti gli esseri umani sento il peso di un mondo legato alle cose, che parla ad alta voce senza dire nulla e dove rispetto è una parola che si usa sempre meno…
Quando sei giù o ti senti abbandonato da tutto e da tutti e nessuno ti ascolta… e credi che il mondo sia contro di te;  quando senti male dentro, usa la tua mente: ricorda i momenti più belli della tua vita, i tuoi successi nel lavoro, i tuoi figli, la persona che ami o che hai amato, un amico che ti aiutato, un gesto cortese di un estraneo, una poesia, un quadro, una canzone o un pensiero che ti faccia rivivere un pezzo della tua vita che ti ha fatto stare bene: prendi il meglio di te stesso e usalo!

“Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni,
è lì per un motivo preciso.
Non è lì per escluderci da qualcosa,
ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo.
I muri di mattoni sono lì per fermare le persone
che non hanno abbastanza voglia di superarlo.
Sono lì per fermare gli altri”.
(Randy Pausch)
E per finire guarda questa commovente lezione di vita di un professore universitario che, consapevole di vivere i suoi ultimi giorni, con grandissima dignità lascia un meraviglioso messaggio a tutti: Randy Pausch.

Domani torno a casa, il film documentario di Emergency in proiezione negli NH Hotels

Fino al 28 giugno il film documentario di Emergency “Domani torno a casa” sara’ proiettato nelle sale congressuali degli alberghi della catena NH Hoteles, grazie alla preziosa collaborazione della catena alberghiera spagnola.

Il documentario “Domani torno a casa” è stato presentato a Venezia alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La sua realizzazione ha richiesto oltre due anni tra riprese, montaggio e finalizzazione. Due anni passati tra Khartoum e Kabul, tra il nuovo centro cardiochirurgico sudanese e il centro chirurgico per vittime di guerra della capitale afgana, dove si sono svolte le vicende emblematiche dei due piccoli protagonisti, Yagoub e Murtaza. Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne
sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca.

Domani torno a casa, film di Emergency
L’ingresso e’ gratuito. Ecco il calendario delle proiezioni, città e luoghi in cui verrà proiettato:

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Roma: 100 Pittori per Emergency

Da mercoledì 29 aprile a domenica 3 maggio torna l’annuale appuntamento con l’arte dell’Associazione “Cento Pittori via Margutta”, che per questa ottantunesima edizione ha deciso di sostenere il Centro di Maternità realizzato da Emergency ad Anabah, in Afghanistan.
Cento Pittori via Margutta
(immagine fornita da www.romart.it)
Circa cento opere, realizzate dagli artisti dell’Associazione, saranno esposte all’interno del cortile di via Margutta 53/a. I quadri saranno ceduti al prezzo simbolico di 120 euro l’uno, e il ricavato verrà devoluto a Emergency per sostenere le attività del Centro di Maternità di Anabah dove, dal 2003 ad oggi, sono nati più di 5000 bambini. I volontari di Emergency saranno presenti per tutta la durata della manifestazione, per fornire maggiori informazioni sui progetti sanitari e le diverse modalità attraverso cui è possibile sostenerli. La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 21.
Per info: www.centopittoriviamargutta.it

Terremoto in Abruzzo: c’è poco da dire…

…e molto da fare.
Le immagini sono sotto gli occhi di tutti. Anche troppo. Giusta o sbagliata che sia l’inondazione mediatica di questi giorni mi provoca letteralmente dolore fisico, solo un granello di polvere davanti alla sofferenza degli abruzzesi che vivono la più grande tragedia della loro vita. E poiché le parole in questi casi servono poco e contano solo i fatti e l’azione ecco come aiutare subito e immediatamente i fratelli abruzzesi:mun semplice SMS al 48580.
Ogni SMS inviato contribuirà con 1 euro, interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza. Potete anche chiamare da casa donando in questo caso 2 euro, componendo sempre lo stesso numero: 48580.

Giornata Mondiale dell’Acqua: l’acqua è un diritto o un privilegio?

Provate solo per un attimo ad immaginare un mondo senz’acqua: ecco, appunto: inimmaginabile. Per il bene più prezioso della Terra, l’ONU, con l’intenzione di sensibilizzare gli stati membri, ha proclamato la giornata di oggi 22 marzo “Giornata Mondiale dell’Acqua“, ma centinaia di associazioni non governative hanno utilizzato il giorno internazionale per l’acqua come un momento per attenzionare l’opinione pubblica sulla critica questione dell’acqua.
Come Legambiente che dichiara:
L’acqua è un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della terra ed è patrimonio dell’umanità. L’accesso all’acqua è un diritto fondamentale e inalienabile, che va garantito a tutti“.
Eppure l’eccessiva privatizzazione del bene più prezioso della nostra martoriata Terra potrebbe far diventare un diritto di tutti un privilegio di pochi.
Se pensate che la cosa non ci riguardi state sbagliando di grosso perché i nostri figli, i nostri nipoti, chiunque verrà dopo di noi corre il rischio di ereditare un mondo sempre più arido.
Il sito ufficiale è www.unwater.org dove è possibile visualizzare delle brochures informative in diverse lingue, tranne l’italiano…
Giornata Mondiale dell'Acqua
L’Italia è il primo paese in Europa e il terzo nel mondo per il consumo procapite di acque minerali in bottiglia, un primato per cui l’ambiente paga un prezzo altissimo in termini di inquinamento (fabbriche di plastica, trasporto su strada, etc.) e smaltimento eppure la maggior parte dell’acqua che arriva nelle nostre case è potabile e in alcuni casi migliore di quella messa in vendita: a tal proposito Legambiente propone la campagna Bere acqua del rubinetto .

Vi consiglio di visitare questi siti per comprendere quanto grave sia la situazione:

http://www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&id=5108
http://www.acquabenecomune.org
http://www.unimondo.org/Notizie/Giornata-mondiale-dell-acqua-tra-emergenze-e-diritto
http://www.imbrocchiamola.org/
E a proposito di diritti e privilegi ecco una bellissima fiaba scritta da Gino Strada insieme a sua figlia Cecilia, per spiegare ai bambini, (ma aggiungo anche ai padri e alle madri), il significato di parole come “diritti”, “pace”, “uguaglianza”.

C’era una volta un pianeta chiamato Terra.
Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta.
Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco. Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano “volante”, anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo “guidante”, oppure “girante”, visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione.
Si parlava spesso di “diritti”: il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola.
Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l’eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi.
A volte, addirittura, i potenti della terra chiamavano “operazione di pace” quella che, in realtà, era un’operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano.E poi, sulla Terra, non c’era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare.
Quanta confusione! Tanta confusione che un giorno il mago Linguaggio non ne potè più. Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. All’inizio c’era stato un po’ di trambusto, perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo l’altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti l’altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti.
Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c’era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro.
Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato un bel po’ di fatica al mago Linguaggio. Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione. “Le parole sono importanti” amava dire “se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non si capisce più niente” Una notte, dunque, si mise a scombinare un po’ le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi.
Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente.
A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati… alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan.
Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada.
Alle torte invece aveva aggiunto una esse, erano diventate tutte storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia.
Nelle scuole si era anche divertito ad anagrammare, al momento dell’appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate. Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era mai piaciuta.
Così un grande capo della terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventavano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare. Quanta confusione! Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più.
Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo.
“E va bene” disse Linguaggio “ma solo ad una condizione: che cominciate a usare le parole con il loro giusto significato.” “I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi. Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra…”
“Per quanto riguarda la guerra” lo interruppero gli uomini “ci abbiamo pensato… tienitela pure: è una parola di cui vogliamo fare a meno.”

Su RaiNews24 il film di Emergency “Domani torno a casa”

Questa sera alle ore 21,30 RaiNews24 mandera’ in onda il film di Emergency “Domani torno a casa” di Paolo Santolini e Fabrizio Lazzaretti.
Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca. Due esistenze in attesa come tante di restare narrazioni interrotte. L’ostinazione contro la guerra e la miseria puo’ trasformare in storie e in futuro questi abbozzi incompiuti di vita. A dire come sia percorribile il passaggio dalla disperazione al domani.
Il film – prodotto da Rai Cinema e Magnolia – e’ stato presentato come Evento Collaterale alla 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Potete vederlo:
sul Digitale Terrestre: canale numero 16;
sul satellite: Sky numero 506 – Hotbird 8 (13.0E) 11804.00 V, 27500
Ed infine anche in streaming dal sito della RAI:
http://www.rai.tv/mplivetv/0,,LiveTv%5E16,00.html
Domani torno a casa

In questi 14 anni di attività, Emergency ha curato più di 3 milioni di persone, «gratuitamente perché l’assistenza sanitaria a pagamento – dice Gino Strada, il fondatore- è un’oscenità, speculare sulla salute è vergognoso perché la salute è un diritto e non può essere di serie A e B».