Buon 2008 con una poesia

Auguri di un Buon 2008, navigatore di passaggio: ho un regalo per te e per il nuovo anno che sta per iniziare.
Parole, bellissime scritte da Jorge Luis Borges uno dei più grandi scrittori e poeti del secolo scorso.
Raramente commento le poesie perchè, anche se tutti leggono allo stesso modo non tutti danno ad esse la stessa forza evocativa o lo stesso valore; mi limito solo a dire che, se l’inizio di un nuovo anno è sempre pieno di propositi e promesse questa poesia potrà fornirvi un ottimo spunto di riflessione….

Se io potessi

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare più errori

non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più,

sarei meno serio di quanto sono stato,

difatti prenderei pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico, correrei più rischi, farei più viaggi,

guarderei più tramonti,

salirei più montagne,

nuoterei più fiumi,

andrei in posti dove mai sono andato,

mangerei più gelati e meno fave,

avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente

e precisamente ogni minuto della sua vita;

certo che ho avuto momenti di gioia

ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.

Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,

solo di momenti, non ti perdere l’oggi.

Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,

una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;

se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera

e continuerei così fino alla fine dell’autunno.

Farei più giri nella carrozzella,

guarderei più alberi e giocherei di più con i bambini,

se avessi un’altra volta la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

(Jorge Luis Borges)

Le parole sono di tutti e appartengono all’umanità

Amo le parole, sopratutto quelle degli altri, ammiro la capacità di descrivere un attimo, una sensazione, delle emozioni…. Claudio Arezzo di Trifiletti, pochi giorni fa mi ha inviato una mail così bella che non ho resisisto alla tentazione di condividere queste bellissime parole, perchè proprio come scrive Claudio:”Tutto cio’ che nasce dal cuore, appartiene all’Umanita’, chi dipinge solo per se’, chi scolpisce solo per se’, chi scrive solo per se’, non ha permesso ai propri figli di vedere la luce, e’ stato bramoso, perche’illuso di possedere cio’ che gli era stato donato dalla Vita.”

TRAMONTO DI CATANIA E ETNA

Catania 12-12-2007 ore 17 (Il tramonto e’ uno spettacolo)
Le rotonde evitano che i fantasmi ci inseguino.
Le Verità sono sempre presenti davanti a noi, aspettano solo, che anche noi lo diveniamo.
Piu’si invecchia e piu’ sono i ricordi dove ci sentivamo vivi.
Il nostro vedere e’ sempre piu’ dormiente, rassicurato da luci apparenti, il nostro sapere viene colmato da scritti stampati in serie.
Noi riconosciamo solo quello che conosciamo.
Ad occhi chiusi e’visibile uno spazio infinito, bisogna bussare, bussare, e ancora bussare, la scintilla col tempo prende forma, illumina il nostro sapere.
Lo Spirito e’ tutto cio’ che respiriamo.
In Natura noi ci rivolgiamo allo Spirito Santo, per far si che la Santita’entri attraverso lo Spirito in noi, che le particelle di ossigeno si trasformino in respiro Divino.
Pregare, Meditare sull’Assoluto e’ cosa potente, quando pronunciata nel silenzio del Tempio interiore.
Le Guide Celesti lavorano nell’anonimato, noi non siamo mai soli, la nostra voce interiore e’connessa al loro sentire, la loro missione e’seguirci nella nostra evoluzione.
Il nostro sentire diventa lotta dei sensi.
Distesi su se stessi, e’possibile scindere la rspirazione in tre fasi, la terza e’connessa.
Lentamete, la mente si svela rendendo visibile le proiezioni del nostro pensiero, vedere il nostro pensiero ci rende consapevoli, di cosa realmente siamo nel presente.
Per essere consapevoli dobbiamo rivolgere il nostro pensiero al presente, ma anche li facciamo piu’ attenzioe alle due fasi della vita, futuro e passato, dimenticando la terza fase, il presente.
Il nostro presente e’una elaborazione delle conseguenze del nostro passato, per modificare il nostro futuro dobbiamo lavorare sul presente.
Lavorare significa ascoltare quella voce che ci sussurra dal cuore, quale bivio prendere, a volte si trovano delle fortezze attorno ai nostri cuori, bisogna sgretolarle, non bisogna avere paura di mostrarci deboli, perche’ la debolezza puo’ essere un’attimo di comprensione del nostro Essere.
L’Essere buoni non e’ un male che ci si puo’ ripercuotere contro, ma al contrario ci protegge dalle conseguenze delle nostre azioni.
Non dobbiamo essere troppo severi con noi stessi, perche’ il risveglio e’ una nuova nascita, e sbagliando si impara.
La superbia e’ un serpente che ci aspetta sull’uscio della Vittoria.
Bisogna ascoltare l’onda e vederci come gocce di Infiniti Oceani.
A presto, Claudio Arezzo di Trifiletti.”

Grazie Claudio…